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Edizione del mattino · 24 ottobre 2026 · fonti lette in automatico alle 08:04

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Quanto spazio serve a un NVR: dimensionare l'archivio TVCC

Lo spazio dipende da bitrate, ore registrate e giorni di conservazione. La formula, gli ordini di grandezza e i margini da considerare prima di scegliere i dischi.

Aggiornata il 6 minuti di lettura

Lo spazio di un archivio di videosorveglianza dipende da tre grandezze: il bitrate di ogni telecamera, le ore registrate al giorno e i giorni di conservazione. Il disco sbagliato si scopre il giorno in cui serve un filmato di dieci giorni fa e l'archivio ne conserva sette.

Questa guida spiega dove le stime non reggono e quali decisioni non spettano al disco. Per un calcolo rapido esiste il calcolatore di storage per NVR di questo sito.

La formula di base

Un flusso a 1 Mbit/s produce 125.000 byte al secondo, cioè 10,8 GB in una giornata di 86.400 secondi.

La formula

GB al giorno per telecamera = bitrate in Mbit/s × 10,8 (cioè × 86.400 s ÷ 8 ÷ 1.000). Per l'impianto: somma dei bitrate × 10,8 × giorni di conservazione.

Con 4 Mbit/s si hanno 43,2 GB al giorno. La tabella applica la formula a quattro profili, con 8 telecamere identiche e 7 giorni. I bitrate sono valori di partenza plausibili, non misure.

Profilo della telecameraBitrate (Mbit/s)GB al giorno, 1 telecameraGB al giorno, 8 telecamere8 telecamere, 7 giorni (TB)
1080p, H.265221,6172,81,21
4 MP, H.265443,2345,62,42
4 MP, H.264664,8518,43,63
4K (8 MP), H.265886,4691,24,84

Lo stesso impianto va da poco più di 1 TB a quasi 5 TB, solo per effetto del bitrate. A 30 giorni invece di 7, il profilo da 4 Mbit/s richiede 10,37 TB (345,6 GB × 30), più di un disco da 8 TB.

Si usa il bitrate del flusso registrato davvero, non il massimo del menu; il flusso secondario, se registrato, si somma.

Che cosa fa cambiare il bitrate

Il bitrate nasce da un'impostazione applicata a una scena. Pesano quattro fattori.

  • Risoluzione e frame rate. Più pixel e più fotogrammi al secondo alzano il bitrate, ma non in proporzione rigida: conta il codificatore.
  • Compressione. H.265 riduce il bitrate del 30-50% circa rispetto a H.264, a parità di qualità percepita (nella tabella, 4 contro 6 Mbit/s: un terzo in meno). Le varianti proprietarie (H.265+, Smart Codec) risparmiano ancora nelle scene statiche, ma il vantaggio può ridursi mescolando marche.
  • Scena. Rumore notturno e infrarossi, alberi mossi dal vento, pioggia, neve e insetti obbligano il codificatore a descrivere movimento inutile. La stessa telecamera produce flussi molto diversi su un cortile fermo e su una strada alberata, e cambia tra giorno e notte.
  • VBR e CBR. Con CBR il flusso è costante e il calcolo esatto, ma la qualità cala nelle scene complesse. Con VBR il valore impostato è un tetto: stimare sul tetto è prudente, sulla media di una prova diurna è ottimistico.

Il criterio più solido è misurare il consumo reale per canale su 24-48 ore, notte compresa, e tenere un margine.

Registrazione continua o su evento

La registrazione su evento promette di ridurre lo spazio, ma dipende da un dato ignoto in fase di progetto: per quanto tempo la scena si muove. La formula diventa bitrate × 10,8 × quota di tempo registrata. Con il 25% i 43,2 GB di una telecamera a 4 Mbit/s scendono a 10,8; con il 70%, non raro su un ingresso trafficato o con vegetazione e insetti notturni, a 30,2.

La quota cambia con stagioni e soglie ritoccate, e un rilevatore troppo prudente non registra l'evento che serviva: conviene dimensionare come se la registrazione fosse continua, trattando la differenza come margine.

Margini: dal numero teorico al disco reale

TB e TiB

I produttori dichiarano TB decimali (1 TB = 1.000.000.000.000 byte); sistemi operativi e molti NVR mostrano unità binarie (1 TiB = 1.099.511.627.776 byte), spesso con la sigla TB o GB. Un disco da 8 TB compare come circa 7,28 TiB, il 9% in meno, senza alcun difetto.

Spazio riservato e sovrascrittura ciclica

File system, indici e spazio per immagini fisse e filmati protetti sottraggono altra capacità: un margine del 15-20% è un ordine di grandezza ragionevole (con il 20%, i 10,37 TB diventano circa 12,4 TB). Con la sovrascrittura ciclica un dimensionamento sbagliato non dà errori: i giorni disponibili sono solo meno di quelli previsti. Il controllo più economico è confrontare la data della registrazione più vecchia con i giorni attesi.

RAID

RAID 1 duplica i dati su due dischi: la capacità utile è quella di uno. RAID 5 con n dischi offre la capacità di n-1 dischi e tollera un solo guasto; durante la ricostruzione, lunga con dischi grandi, l'array lavora sotto carico e senza ridondanza. Nell'esempio a 30 giorni due dischi da 8 TB in RAID 1 offrono 8 TB e non bastano, tre in RAID 5 ne offrono 16. Il RAID non è una copia di sicurezza, e non tutti gli NVR lo prevedono.

Dischi per videosorveglianza e desktop

I dischi per videosorveglianza sono pensati per scrivere in continuo, con un carico dichiarato (180 TB/anno è un valore tipico) e un firmware che privilegia la continuità del flusso sulle riletture; molte serie desktop dichiarano carichi molto più bassi. Otto telecamere a 4 Mbit/s scrivono 345,6 GB al giorno, circa 126 TB all'anno, più le letture; con 16 telecamere si arriva a circa 252 TB, oltre il limite di un singolo disco.

Il numero di giorni non lo decide il disco

La durata della conservazione è una scelta sul trattamento di dati personali e va motivata rispetto alla finalità. Le Linee guida EDPB 3/2019 sulla videosorveglianza indicano che le immagini andrebbero in genere cancellate dopo pochi giorni, e che più ci si spinge oltre le 72 ore, più va argomentata la necessità della conservazione.

L'ordine è quindi: prima i giorni, motivati e documentati, poi la capacità. Partire dal disco già acquistato produce un periodo che nessuno ha scelto. Vale anche al contrario: con la sovrascrittura, un archivio troppo capiente conserva più giorni di quelli dichiarati, ed è meglio che il limite lo imponga l'NVR, dove possibile. Per la parte giuridica e i casi sanzionati dal Garante si rimanda all'Osservatorio Sanzioni Garante CCTV.

Integrità: quando l'archivio smette di essere continuo

Con la sovrascrittura disattivata, un archivio pieno smette di registrare. Un disco che degrada può invece continuare a funzionare lasciando buchi: l'NVR segnala la registrazione attiva mentre parti dei filmati sono illeggibili. In entrambi i casi la continuità delle immagini si interrompe, e di solito lo si scopre alla richiesta del filmato.

Il monitoraggio ha due livelli. I dati SMART del disco (settori riallocati, errori non correggibili, temperatura): un contatore di riallocati che cresce avvisa prima del guasto. Gli allarmi dell'NVR (disco assente o pieno, errore di scrittura, registrazione interrotta): se compaiono solo sul display, in un armadio chiuso, non avvisano nessuno, e vanno portati all'esterno (e-mail, notifica) e provati almeno una volta.

Spesso si pianifica la sostituzione dopo tre o cinque anni di funzionamento continuo; il disco sostituito contiene ancora immagini di persone e va cancellato in modo sicuro o distrutto.

Prima di comprare i dischi

Prima di comprare i dischi, hai considerato:

  • chi ha deciso, e con quale motivazione scritta, i giorni di conservazione, e se l'NVR li fa rispettare anche con un disco più capiente?
  • quale bitrate hai usato nel calcolo: quello misurato su ogni telecamera, notte compresa, o il valore predefinito?
  • se il risultato, con TiB, spazio riservato, RAID e crescita futura, sta nelle baie e nella capacità massima per disco dei videoregistratori in esame?
  • chi controlla lo stato dei dischi e chi riceve l'avviso quando un disco degrada o l'archivio smette di registrare?

ipfacile.it è un progetto dichiarato di FENIVA S.R.L.: i collegamenti ai cataloghi e all'Osservatorio portano a siti dell'azienda.

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